domenica 14 febbraio 2010

Nina - La bambina della Sesta Luna

Buoni ingredienti, per una scarsa cucina


Moony Witcher, GIUNTI Junior, 2002 (pp. 305)
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Nina ha 10 anni ed è una piccola futura alchimista. Vive a Madrid con le due prozie, Carmen e Andora, lontana dai genitori che lavorano a ricerche scientifiche top-secret in Russia, e dall’amato nonno Misha, anch’egli alchimista e residente a Venezia.
Una voglia a forma di stella sul palmo della mano destra e l’amore per l’alchimia legano Nina al nonno, e la condurranno alla prima grande avventura della sua magica vita.
In seguito ad una richiesta d’aiuto di Misha e alla sua successiva misteriosa morte, la bambina si trasferirà a Venezia a Villa Espasia, dimora della famiglia materna. Qui, aiutata da quattro nuovi amici e da un androide un po’ speciale, Nina scoprirà il laboratorio segreto del nonno, le sue ricerche sull’enigmatico pianeta Xorax, la Sesta Luna, e si troverà ad affrontare il malvagio Mago Karkon e i suoi bambini artificiali.
Tra Venezia e Xorax si dipanano così avventurose vicende, pericolose missioni alla ricerca di oggetti magico-alchemici, lotte a colpi di incantesimi e pozioni, incontri fantastici con esseri numinosi e buffi animali come il Gughi e lo Sbacchio, incredibili ritrovamenti e scoperte.
Nina e i suoi amici dovranno risolvere i Quattro Arcani (uno per libro), per poter salvare il mondo di Xorax e i sogni dei bambini.
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L’elemento più evidente delle avventure di Nina è la quantità d’azione, di energia e di magici espedienti che le costellano; non esistono momenti di pausa, tutto avviene rapidamente, dalla prima all’ultima pagina, lasciando senza fiato.
Capita, soprattutto nella prima parte, che la presunta difficoltà di certe vicende sia descritta solo a parole, perdendo l’intensità dovuta e lasciando spazio ad una troppa facilità di risoluzioni positive. Ogni fatto accade e si completa in modo scontato, con una sfilata di deus ex machina impressionante, e con un’ovvietà che contribuisce all’indebolimento di quel minimo senso di credibilità che ogni scrittore dovrebbe dare ai suoi lettori.
Inoltre, a una scarsa ricerca di spessore psicologico si unisce un buonismo un po’ troppo esplicito dei personaggi principali, che a lungo andare annoia, risultando poco verosimile.
Nella parte finale di questo primo libro il ritmo sembra assumere un maggior equilibrio, mescolando con maggior efficacia gli ingredienti di Bene e Male.
I successi della piccola Nina arriveranno in seguito a dure battaglie, a difficili ostacoli da superare, a qualche perdita e porteranno ad un apparente lieto fine che si mostra, però, decisamente un po’ troppo sopra le righe, a causa dell’impaziente desiderio di anticipare eventi che costituiranno il nucleo del secondo volume.
L’intreccio della storia risulta comunque chiaro, nulla viene lasciato in sospeso. Gli ingredienti sono forse un po’ troppi e la struttura narrativa non può contenerli tutti senza perdere, inevitabilmente, solidità e consistenza. Questo, purtroppo, influisce anche sull’aspetto più fantasioso della storia.
I mondi creati da Moony Witcher, infatti, risultano stravaganti e originali, popolati da strane creature dai nomi curiosi e da oggetti esistenti al confine tra realtà e immaginazione.
Il riferimento al complesso mondo alchemico è, inoltre, il tratto più interessante e distintivo della vicenda; ad esso si attinge a piene mani, con attenzione e con semplicità, talvolta banalità, d’esposizione.
Non si può non riconoscere all’autrice un’inventiva assai viva che, al di là dei punti deboli già descritti, riesce a dar vita a un’avventura fantastica autonoma e abbastanza distinguibile dal magma di libri fantasy dell’epoca post-Harry Potter.
Non si può non ricordare, allo stesso modo, che la scrittura della signora Rowling possiede ben altro calibro!
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Target: + 8 anni.
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