lunedì 2 agosto 2010

ALDABRA – La Tartaruga che amava Shakespeare

Curioso e speziato ☼☼☼☼


Silvana Gandolfi – Salani Gl’Istrici, 2000, ill. di Fabian Negrin, pp.193

“Il trucco per farla in barba alla morte è trasformarsi, Elisa mia.”
In questa breve ed enigmatica frase, si cela il contenuto di tutta la storia.
Elisa vive con la madre, ma è legata in modo indissolubile anche a Nonna Eia.
La mamma e la nonna non si parlano da tanto, ed Elisa se ne accorge solo ora e non ne conosce la ragione. Forse è perché alla mamma non piacciono le “stranezze”.
E Nonna Eia è la persona più stravagante che Elisa conosca.
Vive in una casa-baracca, vicino al Lido di Venezia; sola, sempre vestita di bianco e con i capelli candidi legati in una lunga treccia. Racconta storie incredibili, profuma di fiori di frangipane, adora dipingere quadri immensi e recitare Shakespeare.
Elisa va a trovarla ogni giorno; con lei si diverte ed entra ogni volta in un mondo fatto di giochi e fantasie. Nell’ultimo periodo, però, Elisa passa i pomeriggi notando i piccoli e strani cambiamenti della Nonna e, la sera, celandoli alle preoccupazioni della mamma.
Ma la situazione si complica. La Nonna si sta lentamente trasformando in qualcosa che Elisa non comprende. I movimenti si fanno più lenti, la voce più sottile, fino alla perdita della parola. La schiena si incurva, il corpo si appesantisce e l’unico cibo desiderato resta l’insalata.
Finché, un giorno, Elisa capisce: la Nonna si è trasformata in un’enorme tartaruga.
Da questo magico e incredibile evento, Elisa affronterà la responsabilità e l’accettazione del cambiamento, la perdita di una quotidianità fatta di certezze e dimostrerà tutto il suo coraggio nel difendere ciò che le è più caro.

Aldabra - La Tartaruga che amava Shakespeare è una storia originale, a tratti buffa e carica di affetti profondi.
Ancora una volta Silvana Gandolfi sceglie un’ambientazione marina.
Siamo nella zona lagunare di Venezia dove, al forte legame che unisce vecchia e bambina, si mescolano l’umidità e l’odore salmastro di alghe e acqua alta.
I colori sono vividi, a campiture piatte e materiche, proprio come nei dipinti di Nonna Eia e nella bella copertina illustrata da Fabian Negrin.
I due personaggi principali sono descritti con finezza psicologica, con tenerezza e intensità.
Dolce e determinata è la figura di Elisa; ammiccante e potente quella di Nonna Eia.
La trasformazione della vecchia è lenta e misteriosa, a tratti inquietante; ma tutto è sempre accompagnato dal sorriso complice e lieve dell’autrice.
Pur svolgendosi in epoca moderna, la vicenda è intrisa di magia, di sogno e di avventura.
Delle qualità narrative di Silvana Gandolfi ho già parlato, ma desidero sottolineare ancora la scorrevolezza e la morbidezza del suo linguaggio che, in Aldabra, si fa più essenziale e piano.
Il tutto condito dalla delicatezza e creatività con cui affronta temi importanti come quello di questo libro: la morte come trasformazione.
E a chi desiderasse sapere cos’è l’“Aldabra” del titolo, non resta che leggere il libro!

Molto consigliato!

Target: + 9 anni.

Un assaggio: “[…] Io mi tendevo come la corda di un arco, le labbra socchiuse, gli occhi fissi su di lei, il fiato trattenuto in fondo alla gola. Facevamo a gara a chi sbarrava di più gli occhi. […]” (p.5)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Libro curioso...a tratti misterioso,lo sto cercando da donare alla mia nipotina, nella certezza che il segreto è accettare il cambiamento...

Ila ha detto...

Ciao Anonimo :) grazie della visita e del commento.
Questo è un libro molto bello, e un dono perfetto e delicato per affrontare temi importanti.
Lo troverai facilmente, è abbastanza recente.

Buone letture con la tua nipotina allora :)

Ila