martedì 1 marzo 2011

Piccolo Albero

Profondo, tenero, Vero  ☼☼☼☼



Forrest Carter – Salani Editore, 2010, pp.225

Tennessee, anni della Grande Depressione.
Un orfano di 5 anni viene affidato ai nonni Cherokee. Il suo nome è Piccolo Albero.
La vita con il Nonno e la Nonna è ricca di semplici ma importanti insegnamenti, sulla Natura, nella Natura, con la Natura.
L’attenzione ai cambiamenti stagionali, il rispetto per tutte le Creature, l’importanza di comprendere a fondo le cose e le persone.
Piccolo Albero imparerà a vivere secondo la saggezza dei Cherokee, con onestà e innocenza, integrandosi perfettamente con i ritmi naturali del mondo che lo circonda, scontrandosi con gli usi e i costumi della nuova società imposta dai Bianchi.
Grazie alla presenza di Persone speciali, Piccolo Albero apprenderà il modo di ritrovare sempre la Strada verso Casa.

Piccolo Albero è un romanzo di formazione, scritto negli anni ’70, che riscosse grande successo tra i giovani americani.
E’ Piccolo Albero in prima persona a narrarci i vari episodi di vita quotidiana con i Nonni, a contatto con la natura e con le Creature che la popolano; così come gli incontri e gli scontri con la civiltà dei Bianchi, sempre un po’ ottusi e prepotenti, se pur con qualche eccezione.
E’ un linguaggio semplice, che cela una grande profondità d’animo e la curiosità di conoscere e imparare.
Ciò che traspare e colpisce dai racconti del ragazzino sono la spontaneità, l’ingenuità e la totale assenza di pregiudizi con cui lui, il Nonno, la Nonna e indimenticabili personaggi come il vecchio Cherokee John Salice, affrontano la vita.
Piccolo Albero ci mostra e ci insegna il Sacro Punto di Vista dei Cherokee, “il Vero Popolo”, abitanti delle Nazioni, immensi territori ricchi di risorse, saggezza e cultura.
Un popolo cacciato dalla propria terra per mano dei Bianchi; ridotto e costretto a vivere secondo leggi e costumi non suoi, privati di quella Libertà propria di ogni essere vivente.
Il ragazzino, la sua famiglia e John Salice, rappresentano ciò che resta della Nazione Cherokee, individui isolati, sempre in equilibrio precario tra la nuova società in cui cercano di integrarsi e che, a loro modo, accettano e il Rispetto e l’Amore per la propria Identità.
Questo poetico, talvolta buffo, talvolta malinconico, romanzo ci mostra e ci ricorda alcune cose fondamentali per l’essere umano: il forte legame con le proprie radici, l’enorme Rispetto per ogni cosa e per sé stessi, l’assoluta purezza e forza interiore.

Curiosità sull’autore
Piccolo Albero fu pubblicato nel 1970 come autobiografia di Forrest Carter (pseudonimo di Asa Carter, 1925-1979); risale al 1991 la rivelazione della falsità di questo dato. Le vicende narrate sono di totale invenzione e nulla hanno a che spartire con la vita dell’autore che, al contrario, oltre a non avere “parentele” con il popolo Cherokee, per anni militò nei movimenti razzisti dell’epoca.
Restano quindi molti interrogativi sulle motivazioni che possono aver spinto Carter a scrivere questo romanzo da un punto di vista a lui opposto ma che, leggendo il libro, sembra conoscere e condividere in profondità.

Consigliato!

Target: + 11 anni.

Un assaggio: “[…] La mente dello spirito è come un qualsiasi muscolo. Se te ne servi diventa più grande e più forte, e l’unica maniera per ottenere questo risultato è di servirsene per comprendere, ma è impossibile spalancarle la porta finché non la smetti di essere avido e meschino con tua mente del corpo. […]” (p. 69)

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