venerdì 15 aprile 2011

Il Libro Selvaggio

Estivo, allegro, polveroso  ☼☼



Juan Villoro – Salani Editore, 2010, pp.218

Juan ha tredici anni e vive con la madre e la sorellina.
Il padre è lontano, a Parigi, per motivi di lavoro ma anche per altro.
Il delicato equilibrio familiare è incrinato e, mentre i genitori cercano di aggiustare alla meglio il loro rapporto, Juan viene costretto a passare l’estate a casa dello Zio Tito.
Il parente è un singolare personaggio: bibliofilo, asociale e caratterizzato dalle più varie manie.
La sua casa si rivela un vero e proprio labirinto di carta e inchiostro, una biblioteca sterminata, suddivisa in settori alquanto bizzarri in cui, per non perdersi, Juan viene equipaggiato di un’indispensabile campanella.
La previsione del giovane di un’estate noiosa sarà però, velocemente, contraddetta dai progetti dello zio.
Tra una tazza di thè e uno sproloquio, zio Tito rivela a Juan l’esistenza di un libro assai particolare, un libro selvaggio, un libro ancora mai letto, un libro alla ricerca del suo lettore ideale.
Il ragazzo si trova coinvolto in una lunga e imprevedibile caccia al “libro” che gli permetterà di scoprirsi Lettore Princeps, di leggere storie avventurose in continuo cambiamento e di conoscere e innamorarsi della bella Catalina.
Un’estate importante per capire che i libri hanno un’anima, per andare oltre l’apparenza delle cose e per crescere.

Il libro selvaggio è un romanzo simpatico, un po’ avventuroso e un po’ magico.
Insieme a Juan, i libri sono i veri protagonisti della storia, riempiono ogni riga ed ogni pagina del volume. Libri amici, libri cattivi, libri noiosi, libri pericolosi e infetti. Libri di ogni tipo e formato, libri morti e libri vivi.
Con Juan attraversiamo i corridoi della biblioteca di Zio Tito, sentiamo l’odore della carta ingiallita e i rumori del legno che si muove. Tutto gira intorno e dentro al libro. E dietro al Libro, quello Selvaggio. Lo cerchiamo in ogni pagina, ci sembra quasi di scorgerlo qualche volta, con la sua costa bella bianca.
Tutto il nucleo narrativo è impostato sulla ricerca.
La ricerca del Libro Selvaggio e la ricerca di risposte importanti che aiutino a crescere.
La struttura lineare della storia, assieme a una scrittura scorrevole, ci fa compagnia fino alla fine.
I personaggi sono delineati con freschezza, qualcuno più caricaturale di altri, pur non propriamente originale.
Il luogo predominante è la casa-biblioteca dello zio, talvolta polverosa e soffocante, da cui usciamo un paio di volte a prendere aria, per raggiungere la linda farmacia dei genitori di Catalina.
La stessa sensazione di aria viziata e di bisogno di una rinfrescata la si percepisce superata la metà del racconto; la dinamica della caccia al tesoro tende a ripetersi, le bizzarrie dello Zio annoiano, perfino la costante presenza dei libri stufa il lettore e si fatica a credere che il finale potrà riservare una svolta sorprendente.
E, in effetti, è così.
Per chi legge molto e ama le storie non ci saranno colpi di scena, ma una conclusione, se pur gradevole e ben scritta, alquanto prevedibile.
Un romanzo allegro, con qualche spunto interessante, immerso però in uno standard narrativo che non spicca dalla miriade di libri sull’argomento.
Nota positiva: una gran bella copertina (della serie “… quando il marketing funziona!”)

Consigliato tra le placide e pigre letture estive.

Target: + 10 anni.

Un assaggio: “[…] «… ho imparato che ogni libro ha uno spirito. Questo spirito cerca il suo lettore. Il suo lettore preferito, ideale, assoluto». […]” (p. 39)
“[…] «La mente è una macchina per pensare. L’importante non è intasarla di dati, ma imparare ad usarla. Ogni testa è una macchina diversa, perciò ognuno deve usare il proprio metodo per pensare». […]” (pp. 49-50)

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