giovedì 9 maggio 2013

L'Isola del tempo perso

Pigro e avventuroso ☼☼☼


Silvana Gandolfi – Salani Gl’Istrici, 1997, ill. di Giulia Orecchia, pp.245

Dove vanno a finire le cose smarrite?

Oggetti, idee, speranze, occasioni, pensieri e, addirittura, persone?
Arianna e Giulia, perdendosi durante una gita scolastica, lo scoprono ben presto.
Sputate da un grosso Vulcano, si ritrovano su una stranissima spiaggia piena degli oggetti più disparati. Qui incontrano una strana banda di bambini, apparentemente selvaggi, che le accolgono come una grande famiglia e spiegano loro la natura di quel luogo misterioso.
Questa è l’Isola del Tempo Perso, uno spazio in cui va a finire tutto ciò che si perde.
Ovviamente ci sono anche degli adulti sull’Isola: professori, artisti e navigatori solitari.
Di tempo, poi, ce n’è in abbondanza e i bambini posso fare ciò che vogliono e quando vogliono.
Comincia per le due ragazzine l’avventura più bizzarra della loro vita.
Si costruiranno un rifugio personale, scopriranno il plancton vulcanico, ammireranno tramonti infiniti e opere d’arte credute scomparse, incontreranno cannibali e scopriranno, infine, di avere una Missione speciale da portare a termine.
L’Isola e tutto il mondo sono infatti in grave pericolo: sulla Terra le persone non sanno più cosa vuol dire perdere tempo e fermarsi.
Solo i sognatori e i perditempo possono intervenire e cambiare le sorti di entrambi i Mondi.
 
la preziosa Mappa dell'Isola disegnata da Walter

L’Isola del Tempo Perso è un romanzo divertente e di scorrevole lettura.
Anche questa volta (ricordate QUI e QUI?) l’autrice ambienta le vicende in un luogo marino: un’isola.
Un’isola che, assieme alla banda di ragazzini che la abita, fa pensare inizialmente alla più famosa Isola che Non C’è di Peter Pan e dei suoi bimbi sperduti.
Nel corso del racconto, però, Silvana Gandolfi crea un’identità ben precisa dell’Isola, dei suoi abitanti e delle attività che vi si svolgono, distaccandosi nettamente dai luoghi narrati da J.M. Barrie.
Presenta con tratti freschi i diversi personaggi (Arianna e Giulia per prime, Daniele, Bruno, Mosca, il Professore…) e gli ambienti (il Vulcano, la Spiaggia, l’accampamento dei bambini, la Palude Bianca con le sue fumarole…).
Soprattutto riesce a trasmettere concetti importanti con immagini e metafore chiare e dirette.
Le occasioni perse sono bolle inafferrabili, mentre le emozioni come la speranza e la fiducia, una volta perse, sull’Isola si trasformano in prezioso plancton che, raccolto e spalmato nei punti giusti, ha effetti migliori di una medicina.
Di oggetti, vestiti e cibo ce n’è a volontà, perchè quando si necessita di qualcosa la si trova.
E ancora, se il tempo che si perde sulla Terra si trasforma in tempo prezioso sull’Isola, il tempo sprecato malamente sul pianeta, qui diventa Tempo Nero, soffocante e pericoloso che, come una droga, stordisce chi lo respira portandolo all’ignavia più profonda e al cannibalismo!
E se nel mondo reale il tempo perso venisse bandito… sull’Isola potrebbe venire a mancare del tutto portando a conseguenze disastrose.
L’Isola del Tempo Perso è una storia avvincente, a tratti lieve, a tratti spaventosa, ricca di spunti immaginativi.
E se vi piacciono i mirtilli e voleste provare a visitare questo luogo incredibile, oltre a leggere il libro, potreste provare semplicemente… a perdervi!
 
N.d.R: l'Editore ci comunica che anche l'autrice pare essere scomparsa... (tutti i dettagli nel libro!).

Consigliato!
 
Target: + 9 anni. 

Un assaggio: “[…] Appena si cercava di toccarle, quelle si deformavano per sgusciare via dalle dita, come argento vivo. Un attimo dopo, eccole a un metro di distanza, più rotonde e vispe che mai. Allora cercavamo di catturarle con dei retini da pesca: niente da fare, le bolle scivolavano via per andare a galleggiare più in là, silenziose, beffarde, inafferrabili.

Erano le occasioni perse. Nessuno, proprio nessuno, può appropriarsi dell’occasione persa da qualcun altro. Rendevano più bello  il paesaggio; tutto lì. […]” (p.100)

  
Buone Letture!
 
 

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