lunedì 9 settembre 2013

Buona Ragione N° 11

Undicesima Buona Ragione per Regalare un Libro a un Bambino (ma anche a un adulto, perché no!).
Undicesima colorata Cartolina edita da Topipittori.
Undicesimo ricordo di Bliblila...

 
Quanto è vero?!
Indubbiamente la mia passione per la lettura è nata dai libri stessi.
Da quelli letti dai miei genitori alla sera, dei primissimi sfogliati e pasticciati ai tempi dell'asilo, alle prime vere e proprie letture autonome.

Leggendo questa Buona Ragione, la memoria è corsa indietro di tanti anni, veloce, sicura... fino a un libro preciso: Cipì, di Mario Lodi.
 

Cipì non è il primo libro che lessi. Il primo fu Kamillo Kromo.
Cipì fu il primo libro intero che la Maestra Anna ci fece leggere, tutti assieme, in prima elementare.
Lettura di classe.
Lettura di gruppo.
La prima seria lettura in pubblico.

Un'intensa esercitazione di lettura.
Cominciava la Maestra e noi, col dito indice incollato alla pagina, strisciavamo sotto le parole appena pronunciate finché risuonava la frase "Ilaria, continua tu!".
Un breve colpo al cuore, le guance in fiamme, la voce tremolante e poi... via! Una parola dietro l'altra, lettere che rotolavano, frasi che si dispiegavano, una storia che si apriva davanti ai nostri occhi e sotto in nostri polpastrelli.
"Manuel, continua tu!"
Soffrivo quando terminava il mio turno. Mi piaceva leggere, mi piaceva sentire la mia voce scivolare nel racconto. Per di più, ogni tanto qualcuno perdeva il segno e la lettura si impappinava, alterando il mio stato di trance!

Con Cipì ho davvero cominciato a gustare le parole scritte, le parole da leggere, le parole pronunciate. Poco importa se mi piacque la storia (che ricordo poco).
Cipì mi insegnò il piacere di leggere.
Mi crogiolavo in quello stato di profonda concentrazione, vivevo la storia sulla pelle ed è lì... che ho iniziato ad amare la sensazione della carta sotto le dita, il suo profumo e il suo rumore lieve.

Con Cipì ho imparato a leggere e... a volare.

Dalle parole lette, son passata a quelle da scrivere, a quelle da condividere e a quelle da illustrare.
Da Cipì a Bliblila, insomma.
 
Buone letture!

 

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