venerdì 8 luglio 2016

Quell'estate al castello

Amicizia e avventure  ☼☼☼



Betarice Solinas Donghi, ill. Emanuela Bussolati - Ed. E. Elle (1986) - pag. 170

La scuola sta finendo e Gina è pronta per godersi le vacanze in campagna dai nonni, quando un invito inaspettato le offre un nuovo eccitante programma.
Ippolita, una compagna di classe molto riservata e fine e, per questo, soprannominata principessa Tumistufi, le propone di passare il periodo estivo nel castello di famiglia.
Quali incredibili avventure si possono vivere in un antico castello? Quante possibilità di trovare tesori antichi nell'esplorare cantine e sotterranei di pietra!
Gina accetta e parte con la nuova amica per un'estate tutta da scoprire e vivere intensamente.
E mentre il legame tra le due bambine si stringe sempre di più, tra confidenze e condivisioni, vengono a galla dolorosi segreti di famiglia.
Le giornate scorrono tra giochi e ricerche, sospetti di tradimento e lettere mai ricevute, pianti e fughe improvvise fino alla scoperta di una dura verità che porta la piccola Ippolita a perdersi.
Sarà l'amicizia sincera di Gina ad aiutarla a ritrovarsi, ad accettare pienamente la sua famiglia e a vivere l'estate più bella della sua vita!


Lessi Quell'estate al castello all'età di 9 anni e ne fui conquistata.
L'atmosfera estiva, la sottile adrenalina provocata dalle avventure vissute da Gina e Ippolita, il senso profondo di quell'amicizia, l'odore umido del castello, le marachelle, i giochi e le risate; potevo sentire tutto questo, col batticuore, e calarmi totalmente in quei luoghi e in quei pigri pomeriggi. 
Le delicate e puntuali illustrazioni di Emanuela Bussolati, in bianco e nero, mi rendevano ancora più vive quelle emozioni.
Ero come loro. Ero con loro.
A rileggere oggi questo breve romanzo, sorrido con malinconia.
Vi ritrovo le stesse sensazioni, ma l'intensità provata da bambina è un ricordo che tengo stretto.
La scrittura della Solinas Donghi è raffinata, scorrevole e a tratti sembra provenire da un'altra epoca; l'uso di certi vocaboli ed espressioni dona eleganza e simpatia a un racconto che in modo lieve, ma intenso, affronta una tematica seria come il divorzio.
Una separazione e nuove relazioni ancora non accettabili negli anni in cui si svolge la storia; un padre sempre in viaggio per lavoro, due zii discreti e più affettuosi di quel che sembra, una madre solo apparentemente lontana.
Mentre Ippolita fa i conti con tutto questo, alla ricerca di un equilibrio, Gina scopre nuove realtà che la portano ad apprezzare ancora di più quello che ha.
Il legame tra le bambine è puro, sincero e leale; come ogni vera amicizia dovrebbe essere.
E un'estate così dovrebbero viverla tutti, almeno una volta!

Consigliato!

Traget: +9

Un assaggio: "[...] vidi spuntare merli di mattoni, finestre ad arco, un balcone con le colonnine, una torre svettante nel cielo... (Lo avevo letto nei libri, che le torri svettano.) Mi sembrò che anche il mio cuore si slanciasse all'insù, più su delle cime degli alberi, ancora più su della banderuola di ferro in cima alla torre. [...]"

Buona Estate e Buone Letture!

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